“MOSTRAMI SIGNORE LA STRADA DA PERCORRERE”

La storia della mia vocazione mi riporta indietro di quasi venti anni, ma solo da pochi riesco ad intravedere con chiarezza il disegno che il Signore ha voluto propormi e che oggi ha assunto per me una nitidezza e una serenità insperati.

Condividendone con voi alcuni passaggi, mi è venuto spontaneo associare ad ogni tappa un passaggio della Parola di Dio: si, perchè sono consapevole che la mia risposta alla vocazione del Signore è passata anche attraverso il confronto con la Scrittura, un confronto che mi ha permesso di maturare alcuni atteggiamenti di adesione al progetto di Dio per me.

“Signore, cosa vuoi che io faccia?”

Prima o poi, nel cammino della vita, ogni giovane cristiano uomo o donna si deve porre questo interrogativo. Per me, l'età delle domande è giunta abbastanza in fretta: avevo quattordici anni, e dopo un ritiro spirituale del gruppo giovanile del mio oratorio, ho manifestato al don questo desiderio, comprendere cosa il Signore volesse per la mia vita, orientandomi forse al ministero ordinato. Erano anni per me dell'inizio del servizio educativo come catechista ed educatore, e ricordo che con un gruppetto di amici amavamo ritrovarci ogni sera con il nostro parroco (don Giorgio, da molti anni ormai in Cielo..) per stare un po' insieme, dopo avere pregato i Vespri. Fu così che scoprii e mi innamorai della preghiera con i Salmi, la Liturgia delle Ore, grande scuola di dialogo con Dio, dove filtrare attese, domande, paure...

E così anno dopo anno, vespro dopo vespro, cresceva in me il desiderio di mettere la mia vita al servizio degli altri. In questo mi aiutò moltissimo una esperienza di servizio che potei vivere con i ragazzi disabili dell'Opera Don Orione, una estate: sentii vivo il desiderio di dedicare la mia vita per loro. Una intuizione di passaggio,allora, ma oggi...

“Il Signore mi disse: Non dire sono giovane”

Certamente con il mio carattere molto timido e impacciato, non mi sentivo all'altezza di servire la Chiesa come sacerdote. Ma sentivo che il Signore, come con il profeta Geremia, mi rivolgeva questo invito: ad affidare a Lui la mia vita, nonostante la mia giovane età e il mio limite umano, per accogliere il dono strabiliante che Egli voleva farmi.

Durante le scuole superiori, desideravo iniziare lo studio della Teologia per prepararmi al sacerdozio. Ma il momento non era arrivato. Mi iscrissi così alla Facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università Cattolica di Milano.

“Mi ami tu? ...Signore, Tu sai tutto, Tu sai che ti amo”

Come Pietro, chiamato a servire il gregge di Dio come pastore nonostante il suo rinnegamento, capivo che il Signore mi voleva sacerdote, ma pur confrontandomi regolarmente con la mia guida spirituale, non riuscivo a comprendere dove la mia vita si sarebbe spesa. Sentivo di amare la Chiesa, ma il mio carattere mi frenava e per molti versi mi sentivo non capito, anche dalla mia stessa comunità. A volte, era forte la tentazione di lasciar perdere... dopotutto, avevo molti amici che mi volevano bene, gli studi procedevano con passione e la prospettiva di lavorare in campo educativo mi attraeva molto... e alla fine, era cosi importante diventare prete? Il bene, si può farlo dove si è.

“Mi dicevo: «Non penserò più a lui,non parlerò più in suo nome!». Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,chiuso nelle mie ossa;mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo”

Così il profeta Geremia descrive la sua 'lotta con Dio': una lotta che anche io ho vissuto per molto tempo, consapevole....che avrei perso!

Dopo gli studi universitari e l'esperienza del servizio civile, ecco che cominciai il mio servizio in mezzo ai 'buoni figli', i ragazzi con disabilità dell'Opera Don Guanella. Ero molto contento del mio lavoro, mi dava grandi soddisfazioni, ma sapevo che non mi sarebbe bastato. Il desiderio, l'intuizione di molti anni prima, era ancora lì.

Come il profeta Geremia, potevo sforzarmi di contenere il fuoco che mi ardeva nel cuore, ma sapevo già che il Signore è più forte: “Tu mi hai sedotto, e io mi sono lasciato sedurre... hai fatto forza e hai prevalso”.

Nel 2010, sono entrato a Como nella Casa di Formazione per iniziare il periodo di discernimento fra i Servi della Carità.

“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”

E così termina, si fa per dire, il ricordo della mia vocazione: ormai da quasi tre anni sono Religioso guanelliano, finalmente non sono più lontano dal sacerdozio, e ogni volta che guardo indietro la lunga strada che mi ha portato fin qui, non posso che sentirmi come il mio santo Fondatore, don Luigi. Come lui ho percorso le mie 'vie della Provvidenza', che attraverso qualche ostacolo mi hanno condotto ad essere dove oggi mi trovo, e solo adesso posso vedere come un filo rosso che lega tutti i passaggi e i tempi che il Signore mi ha chiesto di vivere.

Facendo spesso memoria della mia vocazione e rendendone grazie, affidato più alla misericordia del Signore e alla sua fedeltà che alla mia umana debolezza, mi sento un 'piccolo del Vangelo', una persona profondamente amata da Dio e scelta non perchè bravo o santo, ma proprio perchè inadeguato: perchè oltre la mia umana povertà, passi Cristo.

Questa mia testimonianza si conclude facendosi preghiera: vorrei condividere il finale di un testo a me molto caro fin da quando, vent'anni fa, iniziavo il mio servizio fra i più piccoli. Si tratta appunto della Preghiera dell'Educatore:

Signore, fa' che le mie parole non oscurino mai la tua Parola.

La mia vita sia per i fratelli una chiara testimonianza della radicalità del Vangelo.

E da ultimo, fa' che la conoscenza della mia povertà
mi renda strumento umile della tua misericordia. Amen.